Dubai, le meraviglie nascoste

Dubai: la meraviglia è nascosta

Dubai: la meraviglia è nascosta

Io a Dubai nemmeno ci volevo andare.

Cosa vi devo dire, certe realtà per me si annoverano tra le brutture del mondo e Dubai nel mio immaginario finiva dritta dritta tra quelle. E per certi versi è proprio lì che deve stare, tra le brutture. Bollente e polverosa, si permette di squarciare la vastità dell’accecante cielo mediorientale con i suoi altissimi grattacieli, e io odio i grattacieli. Mi fa impazzire di gioia quando il cielo è enorme e niente spezza la maestosità della sua grandezza.

Odio i grattacieli.

Dubai brucia. Con i suoi 50 gradi e il traffico e tutto il suo diabolico ecosistema denarocentrico. In sostanza un parco giochi per gente con i soldi, del tutto dissociato dalla realtà del mondo circostante: lento, chiuso, mosso da tradizioni millenarie. O quasi. 

Ma esiste un’altra Dubai.

Si, perché se ti trovi a Dubai, ma decidi di non arrenderti ai centri commerciali più grandi del mondo e alle fontane dagli effetti strabilianti che ballano su ritmi latini, ma se ti azzardi a darle fiducia, a cercare qualcosa che somigli ad un’anima, nascosta lontano dai dedali di specchi luccicanti dei suoi palazzi di design, è lì che finalmente ti stupisce. Le meraviglie di un’umanità nascosta e pulsante, fatta di sorrisi, inviti, preghiere festa e tradizione, che ti fa andare a dormire con la conferma che, oltre lo sfarzo, il petrolio, i suv e il dubai mall dei marchi lussuosi, quello che rende un posto, persino QUESTO posto, degno di una visita, rimane sempre e comunque la gente che lo popola.

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